Monday, 7 April 2014

Il nodo

 

I nodi sono il segno lasciato da un ramo che si è prolungato all’interno di un fusto. I nodi nascono dal midollo. Anche i rami si sviluppano con lo stesso metodo del fusto aggiungendo anno dopo anno un anello di legno stratificato. Le fibre sono normalmente poste ad angolo retto rispetto al fusto, e al centro del ramo scorre il midollo in corrispondenza del quale il ramo finisce a punta.
I nodi, che vengono alla luce quando un ramo cade o quando a un fusto vengono tolti i rami, possono essere sani, cadenti o morti.
Sono sani quando sono legati perfettamente alla pianta o alla tavola (nel caso in cui il fusto è già stato tagliato). Sono cadenti quando non restano legati alla pianta, e sono morti quando sono rimasti legati alla pianta ma sono diventati neri o scuri perché attaccati da funghi.
La presenza più o meno fitta di nodi va ad influire sulla lavorabilità o meno del legno. Essendo il nodo molto duro, meno nodi ci sono più lavorabile è il legno e viceversa. Se i nodi sono piccoli non c’è normalmente riduzione di lavorabilità o di resistenza meccanica (nel caso di legno strutturale). Ma se i nodi hanno una dimensione che va oltre il 1/3 della larghezza del legno allora il legno potrebbe risultarne indebolito. La resistenza dipende anche dalle fibre, e dalla direzione. Più sono diritte e più la resistenza ne risulta migliore. Comunque la presenza di nodi in se non rappresenta un decremento della resistenza del legno, però nel caso in cui non raggiungano le dimensioni già citate, e lavorino nello stesso senso delle fibre, ovvero nel senso longitudinale nel caso di una tavola o una trave. Anzi piccoli nodi possono anche incrementare la resistenza perché impediscono fessurazioni longitudinali.
Esteticamente i nodi possono rappresentare, specialmente nel legno rustico e invecchiato un motivo di pregio perché rendono il legno molto più vissuto.

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